Comune di Zero Branco

PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO

PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO

DOCUMENTAZIONE DA SCARICARE:

- DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 71 DEL 07/04/2008 CLICCA QUI >>

- DOCUMENTO PRELIMINARE CLICCA QUI >>

- CARTOGRAFIA ALLEGATA AL DOCUMENTO PRELIMINARE CLICCA QUI >>

- ACCORDO DI PIANIFICAZIONE CLICCA QUI >>

- SCHEDA PER LA PARTECIPAZIONE ALLA FORMAZIONE DEL PAT CLICCA QUI >>

- DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 86 DEL 15/04/2008 CLICCA QUI >>
- DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 225 DEL 11/11/2008 CLICCA QUI >>
- DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 32 DEL 15/04/2009 (ADOZIONE PAT) CLICCA QUI >>
- DELIBERA DI GIUNTA PROVINCIALE N. 313 DEL 03/11/2010 DI RATIFICA DELL'APPROVAZIONE DEL PAT CLICCA QUI >>
- PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO APPROVATO
 

A. RELAZIONE TECNICA  - ALLEGATO 1

B. RELAZIONE DI PROGETTO;

C. RELAZIONE SINTETICA;

D. NORME TECNICHE;

E. ELABORATI GRAFICI PROGETTUALI:

F. RAPPORTO AMBIENTALE (VAS) - ALLEGATO 1 - ALLEGATO 2 - ALLEGATO 3

G. SINTESI NON TECNICA - DICHIARAZIONE DI SINTESI

 

Il Piano di Assetto del Territorio

Il Piano di Assetto del Territorio (PAT), come definito dall'articolo 13 della legge regionale 11 del 2004, fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili ed è redatto, dai Comuni, sulla base di previsioni decennali.

In particolare il PAT:

  • verifica ed acquisisce i dati e le informazioni necessari alla costituzione del quadro conoscitivo territoriale comunale;

  • disciplina le invarianti di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica, in conformità agli obiettivi ed indirizzi espressi nella pianificazione territoriale di livello superiore; 

  • individua gli ambiti territoriali cui attribuire i corrispondenti obiettivi di tutela, riqualificazione e valorizzazione, nonché le aree idonee per interventi diretti al miglioramento della qualità urbana e territoriale;

  • recepisce i siti interessati da habitat naturali di interesse comunitario e definisce le misure idonee ad evitare o ridurre gli effetti negativi sugli habitat e sulle specie floristiche e faunistiche;

  • individua gli ambiti per la formazione dei parchi e delle riserve naturali di interesse comunale;

  • determina il limite quantitativo massimo della zona agricola trasformabile in zone con destinazione diversa da quella agricola, avendo riguardo al rapporto tra la superficie agricola utilizzata (SAU) e la superficie territoriale comunale (STC), secondo le modalità indicate nello specifico atto d'indirizzo;

  • detta una specifica disciplina di regolamentazione, tutela e salvaguardia con riferimento ai contenuti del piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP);

  • detta una specifica disciplina con riferimento ai centri storici, alle zone di tutela e alle fasce di rispetto e alle zone agricole;

  • assicura il rispetto delle dotazioni minime complessive dei servizi;

  • individua le infrastrutture e le attrezzature di maggiore rilevanza e detta i criteri per l'individuazione di ambiti preferenziali di localizzazione delle grandi strutture di vendita e di altre strutture alle stesse assimilate;

  • determina, per ambiti territoriali omogenei (ATO), i parametri teorici di dimensionamento, i limiti quantitativi e fisici per lo sviluppo degli insediamenti residenziali, industriali, commerciali, direzionali, turistico-ricettivi e i parametri per i cambi di destinazione d’uso, perseguendo l’integrazione delle funzioni compatibili;

  • definisce le linee preferenziali di sviluppo insediativo e le aree di riqualificazione e riconversione;

  • precisa le modalità di applicazione della perequazione e della compensazione;

  • detta i criteri per gli interventi di miglioramento, di ampliamento o per la dismissione delle attività produttive in zona impropria, nonché i criteri per l'applicazione della procedura dello sportello unico per le attività produttive, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, in relazione alle specificità territoriali del comune;

  • individua le aree di urbanizzazione consolidata in cui sono sempre possibili interventi di nuova costruzione o di ampliamento di edifici esistenti attuabili nel rispetto delle norme tecniche;

  • individua i contesti territoriali destinati alla realizzazione di programmi complessi;

  • stabilisce i criteri per l’individuazione dei siti per la localizzazione di reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico;

  • elabora la normativa di carattere strutturale in applicazione di leggi regionali di altri settori.

ATO = Ambito Territoriale Omogeneo

 

 

 Ai fini della L.R. 11/2004 gli ambiti territoriali omogenei (ATO) in cui il comune suddivide il proprio territorio, vengono individuati per specifici contesti territoriali sulla base di valutazioni di carattere geografico, storico, paesaggistico e insediativo (art. 13 L.R.11/2004). Partendo dal concetto che l’individuazione di tali ambiti, così come per tutte le altre rappresentazioni progettuali presenti nel PAT, non ha valore conformativo delle destinazioni urbanistiche dei suoli, che sono demandate al PI, si ritiene di precisare e ribadire altresì che l’indicazione cartografica non può costituire o comportare in alcun modo conseguimento di diritti edificatori.  

 

 

 

Sarà compito del PI provvedere alla corretta suddivisione del territorio comunale in zone territoriali omogenee (art. 17 L.R.11/2004). 

Il Piano degli Interventi

Il Piano degli Interventi (PI) come definito dall'articolo 17 della legge regionale 11 del 2004 di riforma urbanistica, è lo strumento operativo che deve rapportarsi con il bilancio pluriennale comunale, con il programma triennale delle opere pubbliche e con gli altri strumenti comunali settoriali previsti da leggi statali e regionali.

Il Piano degli Interventi si attua attraverso interventi diretti o per mezzo di piani urbanistici attuativi (PUA).

Il Piano degli Interventi in coerenza e in attuazione del Piano di Assetto del Territorio (PAT) sulla base del quadro conoscitivo aggiornato provvede a:

  • suddividere il territorio comunale in zone territoriali omogenee secondo le modalità stabilite dallo specifico atto d'indirizzo (lettera b);

  • individuare le aree in cui gli interventi sono subordinati alla predisposizione di Piano Urbanistico Attuativo o di comparti urbanistici;

  • definire i parametri per la individuazione delle varianti ai PUA;

  • individuare le unità minime di intervento, le destinazioni d'uso e gli indici edilizi;

  • definire le modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente da salvaguardare;

  • definire le modalità per l'attuazione degli interventi di trasformazione e di conservazione;

  • individuare le eventuali trasformazioni da assoggettare ad interventi di valorizzazione e sostenibilità ambientale;

  • definire e localizzare le opere e i servizi pubblici e di interesse pubblico nonché quelle relative a reti e servizi di comunicazione;

  • individuare e disciplinare le attività produttive da confermare in zona impropria e gli eventuali ampliamenti, nonché quelle da trasferire anche mediante l'eventuale riconoscimento di crediti edilizi e l'utilizzo di eventuali compensazioni;

  • dettare la specifica disciplina con riferimento ai centri storici, alle fasce di rispetto e alle zone agricole;

  • dettare la normativa di carattere operativo derivante da leggi regionali di altri settori con particolare riferimento alle attività commerciali, al piano urbano del traffico, al piano urbano dei parcheggi, al piano per l’inquinamento luminoso, al piano per la classificazione acustica e ai piani pluriennali per la mobilità ciclistica.